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LIBERA CHIESA IN “NON LIBERO” STATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 04 marzo 2008

Lettera di una nonna laica che ha vissuto gli “splendidi anni ’70”

ImageSottoscrivere la petizione “Liberadonna” creata e redatta da “MicroMega” il 14 febbraio 08 ha attenuato quel mio strisciante malessere che diventa rabbia, accompagnata da un frustrante senso di impotenza, ogni volta che la Chiesa sentenzia e i nostri politici ne accolgono ossequiosamente i dettami. I nostri onorevoli sono tutti cattolici! Divorziano, si uniscono a compagne e compagni, ma manifestano nel giorno del “Family day”...

Parlano di metodi naturali per evitare nascite indesiderate ma quasi nessuno ha famiglie numerose. Sfido chiunque a ritenere che sia opera dell’Ogino Knaus! Ma forse gli onorevoli sono l’espressione di un popolo che, a sua volta, si dichiara cattolico ma divorzia, convive e, come anticoncezionale, usa la pillola, la spirale ed altri metodi certamente più sicuri.
A pagare le conseguenze sono sempre i più deboli! È sempre la povera gente e, in particolare, quella fascia di età giovanile priva di esperienza e di corretta informazione su come evitare una gravidanza indesiderata.

In Italia i consultori sono ormai nicchie in cui vige per lo più il passa parola come mezzo di pubblicizzazione. Sono in numero inferiore alle reali necessità: Foggia, con circa 160.000 abitanti, ne ha soltanto tre mentre la legge ne prevede uno ogni 20.000.
Il numero degli addetti e i fondi sono inadeguati alle reali necessità e, quindi, resta al di fuori del loro raggio di azione gran parte di coloro che avrebbero maggior bisogno di adeguata assistenza.
Dov’è la Sinistra? Il PD non sembra avere una “identità definita”. Nato per unire, nei fatti è causa di ulteriori frammentazioni. I cattolicissimi della Margherita poco o niente hanno da dividere con gli ex-DS.

E dove sono le donne? Le manifestazioni servono se hanno un prima e un dopo e non devono essere  un semplice sfogo provocato dall’ennesimo attacco alle libertà, ai diritti e alla autodeterminazione femminili.
Chiuse in circoli autoreferenziali, le ex-femministe, tutte volte a distinguere tra emancipazione (ormai parolaccia ) e movimento di liberazione, hanno perso il contatto con i propri reali bisogni.

E, se è vero che il pensiero della differenza ha un valore indiscusso nella liberazione della donna, è altrettanto vero che poco l’aiuta a liberarsi dalla fatica fisica che, tra le mura domestiche, ogni donna paga alla quotidiana necessità, anche quando lavora fuori casa.

M. T. S.

 
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Editoriale

EUFORICAMENTE ALLA DERIVA
Image L'estate volge al termine.
Con esse anche quelle belle giornate di vacanze, per chi le ha fatte.
Quest'anno molte famiglie son rimaste a casa fra mura domestiche e passeggi cittadini. Le solite facce, le solite persone, sempre meglio dei soliti muri, comunque.
 
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