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La fabbrica del Giordano PDF Stampa E-mail
Scritto da Loris Castriota Skanderbegh   
sabato 16 gennaio 2010

ImageFoggia avrà presto una grande visibilità a livello nazionale, in occasione della re-inaugurazione del Teatro Comunale "Umberto Giodano".

Non sarà, però, merito della nuova disponibilità del contenitore culturale o per la grandiosità dell'opera scelta per l'occasione.

Il dubbio onore ci toccherà perchè, da quel giorno, l'espressione proverbiale "la fabbrica di San Pietro" verrà sostituita dalla più moderna "la fabbrica del Giordano".

E sì, perchè, tra ritardi dovuti a mancanze di corrente o imprevisti tecnici, attriti tra l'ente appaltatore e la ditta, plurimi rinvii per non meglio precisate difficoltà a seguito di altrettanti annunci di conclusione proclamati in conferenza stampa, davvero il cantiere del teatro foggiano  può assurgere a nuovo archetipo della lentezza di un 'opera pubblica.

Certo, siamo in Italia, il Paese dove non esistono responsabilità, soprattutto nella conduzione ed esecuzione dei lavori pubblici, ma prima o poi, qualcuno dovrà pur mettersi la mano sulla coscienza e dar conto ai cittadini di queste intollerabili trascuratezza.

Se e come verrà mai trovato un responsabile, se sia colpa di chi ha stilato le condizioni del bando pubblico di intervento sul "Giordano", di chi ha lavorato, di chi ha controllato, per il momento non ci interessa. Vorremmo, però, davvero capire come mai abbiamo dovuto aspettare tanto tempo -e ancora stiamo aspettando- per vedere restaurato il nostro teatro. Perchè spesso, quando si avviano lavori su una struttura importante del nostro patrimonio culturale -è successo nei precedenti restauri del teatro "Giordano" e nella ristrutturazione del Museo civico; succede da anni nella valorizzazione e tutela della "Tomba della Medusa"- parte una "via crucis" della quale è praticamente impossibile prevedere la durata.

Dato che la politica culturale delle amministrazioni pubbliche ha già infiniti difetti, un po' per la difficoltà intrinseca, un po' per i difetti degli stessi responsabili di settore, perchè non risparmiarci almeno le lungaggini dei cantieri? Perchè i due assessori comunali foggiani che hanno a che fare con la Cultura litigano sui giornali per rivendicare le competenze dell'organizzazione della stagione lirica, invece di agire in concordia per sollecitare il collega ai Lavori Pubblici a farsi consegnare il teatro comunale in tempi brevi?

 Potenza -nefasta- della burocrazia e impotenza -o, meglio, indolenza- dell'opinione pubblica foggiana!

 
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