Il medico legale si divide fra ospedali e tribunali. Chi è appassionato di medicina può trovare in questa figura spunti professionali e stimoli interessanti, al punto di decidere di diventarlo.

A rendere ancora più affascinante il ruolo del medico legale ci hanno messo lo zampino anche il cinema e le fiction televisive con l’ampia proposta di gialli o noir dove il medico legale è di casa in veste di investigatore o "deus ex machina" nella risoluzione dei casi di cronaca più intricati grazie al suo intuito e al suo intervento sul campo, che si rivela sempre determinante come avviene, di fatto, nella realtà.

Come si diventa medico legale

Quella del medico legale non è una delle professioni più semplici, anche in considerazione delle sue implicazioni con la giurisprudenza e la cronaca nera, ambiti a dir poco delicati che richiedono massima professionalità e, nella maggior parte dei casi, un margine di errore pari allo zero. Dato l’alto livello di competenza richiesto, il titolo di laurea in medicina e chirurgia non basta per diventare medico legale.

Dopo essersi laureati in medicina generale, infatti, con il consueto percorso canonico di almeno sei anni universitari, i medici che aspirano a svolgere questa professione devono ottenere prima l’abilitazione, iscriversi all’albo e, successivamente, frequentare un corso di specializzazione post laurea di quattro anni.

Il ruolo…o meglio, i ruoli del medico legale

È proprio il caso di dire che il medico legale si fa in quattro per svolgere la sua professione. Non riveste, infatti, un ruolo unico, ma si divide in più mansioni a metà strada fra sanità e giurisprudenza. Ma cosa fa, di preciso, il medico legale? Il suo ruolo di medico si affianca a quello di consulente nei tribunali, di perito nelle cause di assicurazione e responsabilità sanitaria, di detective sulla scena del delitto a caccia di indizi sul corpo del reato.

Insomma, un vero camaleonte della medicina forense, il cui contributo è decisivo nella risoluzione di rebus giudiziari o nel portare alla luce truffe assicurative o casi di malasanità.

Cosa studiare per fare carriera nella medicina forense

Com'è facilmente intuibile dalla premessa, lo studio per diventare medico legale è articolato in una miriade di discipline. In particolare, Il bagaglio formativo del medico legale spazia in ogni branca della medicina a 360 gradi, richiedendo competenze plurime. Nella fattispecie, deve conoscere approfonditamente i principali rami della medicina, quali l’aspetto neurologico, anatomico, tossicologico e farmacologico per restare sui terreni più battuti.

La materia oggetto di studio più sostanziosa è la medicina legale, che si suddivide in giuridica e forense. La prima attiene all'aspetto prettamente normativo occupandosi delle evoluzioni del diritto, mentre la forense si interessa, nello specifico, di casistiche giudiziarie.
In sintesi, gli studi di specializzazione si concentrano nei seguenti indirizzi:

  • Medicina legale delle assicurazioni
  • Tossicologia forense
  • Tanatologia
  • Psicopatologia forense

Lavorando a stretto contatto con le figure più disparate, dai giudici ai periti assicurativi, dal poliziotto all'avvocato, sarà necessario adottare una terminologia "extra medica", che consenta un'agevole comprensione dei contenuti di referti e perizie. In più, il futuro medico legale, oltre a sviluppare doti di intuito e perspicacia per addentrarsi nei meandri più oscuri della cronaca nera e giudiziaria, dovrà affinare attitudini da psicologo per entrare in empatia con l'interlocutore di turno.

Se, poi, nutre ambizioni di carriera non potrà prescindere da un costante aggiornamento, per non perdere il treno del progresso e dell’innovazione applicata alla professione.

Di Giuliano Oliva

Sono uno scrittore a cui non piace molto scrivere. Il mio blog, questo blog, condivide i miei pensieri e le mie esperienze con il mondo.